fabio bottonelli - studio di giornalismo

Fabio Bottonelli

Sono bolognese purosangue. A Bologna sono nato, vivo e lavoro. Questa città non si può non amare; difficilmente la si lascia – anche se fanno di tutto per rovinarla. 
Dopo la maturità classica al mitico Liceo Ginnasio Minghetti nella sezione B, qualche ‘secolo fa’, e una laurea in Scienze Agrarie all’Università di Bologna (con la discussione della tesi ancora nella storica Palazzina della Viola… tanto per dare un indizio in più sull’età) sono entrato subito nell’azienda agricola che era di mio nonno e all’epoca di mio padre. Tanti frutteti e seminativi ad Altedo, culla della frutticoltura nella ‘Bassa Bolognese’. In pratica facevo l’operaio agricolo, ma ovviamente ne seguivo la conduzione (tra i motivi di orgoglio, essere stata tra le primissime aziende in Emilia Romagna gestite con la lotta guidata e la produzione integrata, protagonista di progetti pilota di risparmio idrico e gestione fitosanitaria con strumenti telematici – eravamo nel 1986!). Questa esperienza importantissima e formativa, che si chiuse dopo 5 anni per diverse scelte strategiche e famigliari (decidemmo di vendere l’azienda), si rileverà decisiva per quella che sarebbe diventata la mia professione.
La mia attività giornalistica inizia proprio grazie a questo plus: la formazione tecnica-agraria, ma soprattutto la possibilità che avevo di ‘pestare’ la terra. Questo, unitamente a una vecchia passione per la scrittura (nei temi a scuola ero considerato bravino…) che tornava fuori......di più

Fabio Bottonelli

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Giovanna di Nicuolo

E’ la mia assistente dal 2003: se il sodalizio dura da tanto tempo, vuol dire che c’è molta sostanza. Lo Studio di Giornalismo e i suoi clienti possono contare su una persona affidabile, efficiente, appassionata. Giovanna si occupa in modo particolare della sezione ufficio stampa. Prima di questa esperienza ha sviluppato un notevole curriculum nell’area della comunicazione in agenzie di Bologna, rafforzato da importanti esperienze di permanenza all’estero. Tra i suoi interessi personali, musica, cinema e letteratura: quel tocco in più che dà valore aggiunto nel suo lavoro.


Donatella Agostoni

Architetto, specializzata in edilizia civile-produttiva e design, è una sorta di consulente tecnico dello Studio di Giornalismo nelle aree architettura, arte, grafica, arredamento e design. O forse qualcosa di più…. E’ anche sommelier AIS, esperta di vino ed enologia. Ogni tanto collabora a firma propria o per conto dello Studio di Giornalismo con alcune testate (in particolare, su architettura e vini). Si occupa anche della memoria e della valorizzazione dell’importante artista Paolo Manaresi (1908 – 1991), suo nonno materno, un’altra nuova futura sfida per lo Studio di Giornalismo.

Architetto Donatella Agostoni

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Il primo giornale importante che ha avuto l’ardire di mettere la mia firma in un articolo è stato “Terra e Vita”. Da allora, i temi dell’agricoltura e dell’ambiente diventano il mio pane. Oltre che per varie riviste di settore, l’insolita specializzazione mi dà modo di collaborare assiduamente anche con “Il Resto del Carlino-La Nazione-Il Giorno”. Per questo quotidiano, da allora e fino al 1998, mi sarei poi occupato anche di cronaca di Bologna, di turismo, agriturismo, sport e tempo libero, economia.
Mi piace vantarmi di aver scritto da specialista di agriturismo, agricoltura biologica, prodotti tipici, sostenibilità ambientale, multifunzionalità già vent’anni fa…. 

Ma torniamo al 1989. E’ in quell’anno che mi si aprono altre opportunità. Come sempre, e come tutti gli amori importanti, le tappe professionali decisive si manifestano e si evolvono in modo semplice, naturale, lineare.
Qualcuno inizia a chiedermi ‘mi scrivi un comunicato?’, ‘mi fai uscire sul giornale questo e quell’altro?’… Mi ritrovo in mano una piccola attività di ufficio stampa per convegni, enti, aziende, consorzi. In una prima fase, sempre nel settore agricolo. Da ricordare qui la formidabile palestra dell’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori (ANGA), di Confagricoltura, di cui sono stato socio fino… ai raggiunti limiti di età.
Ah, dimenticavo: alcuni dei miei hobby erano (sono…): la musica rock in tutte le sue espressioni, ma soprattutto – ci credereste? - heavy metal (negli anni d’oro delle radio private sono stato anche dj dilettante…), viaggi, le lingue straniere, lo sci.

Già, lo sci. Ancora una volta da passione a professione. Beh, se la musica l’ascolto a tutte le ore durante il lavoro e non è sfociata nella professione, ecco che si sviluppa nella mia attività un secondo filone legato ai miei ‘hobby’. E anche in questo caso certe vecchie propensioni che sembravano sopite o ininfluenti nel percorso di crescita sono tornate fuori prepotentemente. Courmayeur Da piccolo ero un ‘secchione‘ in geografia, e ho imparato a leggere nelle vecchie guide del Touring…. E allora, oggi, perché non raccontare un posto che vedo? Trasmettere le mie sensazioni su una pista da sci? Non solo sci e montagna, ma viaggi, turismo, geografia, paesaggio, enogastronomia diventano capisaldi della mia attività giornalistica. E lo sono tutt’oggi. Su queste tematiche, a partire dal 1993 ho collaborato e collaboro con molti periodici nazionali. Su alcuni sono stati interventi fugaci, su altri più assidui.. Mi ha dato una grande soddisfazione, per esempio, scrivere su ‘miti’ (almeno per me) come “Qui Touring”, “Bell’Italia”, “Sci”… Ho scritto libri e guide, per il Touring, la De Agostini e altri. Per alcune TV regionali ha condotto rubriche televisive su ‘neve e dintorni’.
Non posso però non citare che, in questi ambiti, una mia decisiva passione-specializzazione si è rivelata quella per l’Alto Adige. Dovrebbero farmi cittadino onorario, lassù…

Poi c’è il mondo del vino. Oggi è di moda. Io me ne occupo dal 1998. Spesso si dimentica che il vino è agricoltura, non solo immagine. Per questo sono orgoglioso della collaborazione con “Vini-Bargiornale”, “Civiltà del Bere” e con “Vignevini”, dove si può recuperare una dimensione più tecnica e rigorosa, e dove soprattutto io giornalista e appassionato posso imparare dagli incontri che faccio, anziché insegnare o giudicare. Ma mi piace raccontare anche di vino su giornali di grande diffusione come “Bravacasa”, solo per fare un esempio.

Se queste righe riassumono un po’ la ‘sfera’ delle collaborazioni giornalistiche, di pari passo, come accennato, sempre dal 1990 o giù di lì è decollata anche l’attività di ufficio stampa. Oltre all’agricoltura, si sono affiancati i settori del turismo, del vino ecc. per eventi, consorzi, destinazioni. Ho la fortuna di lavorare con e per alcuni marchi di indiscusso appeal: Riedel, per esempio. O, nello sci, Plan de Corones. Naturalmente, cerco di condurre il lavoro con la massima trasparenza e correttezza, perché – come qualcuno giustamente osserva, ma spesso con troppa acrimonia (invidia?) – senza uno spiccato senso etico ci può essere incompatibilità o conflitto d’interessi fra giornalismo e ufficio stampa. 
Bellavista direzione Nord
E oggi? Lo Studio di Giornalismo continua su questa strada, con grande entusiasmo.

Ultima tappa in ordine di tempo, ma non di importanza – e più vicina all’attività giornalistica di quanto si possa pensare: ho avuto l’occasione di tornare al vecchio amore dell’agricoltura attiva: anche per motivi, diciamo, ‘famigliari’, mi occupo ora della  conduzione dell’azienda vitivinicola Bella Vista, nei Colli Bolognesi, e dei relativo progetto Bellavistadi sviluppo. 

Dalla terra alla comunicazione e di nuovo alla terra: il cerchio si chiude (e a Bella Vista, spero, ne vedremo delle belle in tutti e due gli ambiti…).

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